"pensieri cosi..."
...regalerò al mondo ... un sogno inquietante immerso nell'oblio delle mie lacrime... (DINAH)









Tutto quel mondo, quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n'e'. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormita', solo a pensarla? Alessandro Baricco - Novecento









Io voglio essere sempre una persona in grado di vedere le facce che non vengono mostrate, che silenziosamente svolgono il compito assegnato loro nella vita. Io voglio essere capace di questo, perchè le cose più importanti dell'esistenza, quelle che ci plasmano, non mostrano mai il loro volto. Paulo Coelho - Come fiume che scorre









Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete delle sequenze casuali si arrende, colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea, mescolandosi tra il pubblico, per lasciare che sul palco, sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa, una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile e tra milioni di cose, una sola ne lasci accadere. Alessandro Baricco - Oceano mare








Avrei voluto chiudere il cielo come una semplice porta per restare una giornata acquattato nell’erba in attesa di niente. Raffaele Carrieri - Lamento del gabelliere








Benchè l'onda delle parole ci sovrasti sempre, le nostre profondità sono sempre silenti. Kahlil Gibran ~ Sabbia e schiuma
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Vi conto...


Un pò di musica...


















martedì, 01 dicembre 2009

Lei si accovacciò sul lago ...
prima di andarsene...


I capelli folti e lunghi, che un tempo le ricoprivano le gracili spalle su cui aveva sollevato il mondo (ah, la sua schiena: metafora perfetta del punto di Archimede),  erano andati lentamente scomparendo, tanto che quei pochi che le erano rimasti le fecero decidere, un giorno , di radersi completamente a zero...

"Mi  darai un pò dei tuoi, stupendi , bellissimi capelli" ...Rispose così quando, avendole visto il cranio nudo e paonazzo,  le chiesi il perchè di quel gesto  che, allora, nella mia pueril età , interpretai come folle.



Tornai una volta da lei con una ciocca del mio manto in mano; avevo preso un paio di forbici e avevo deciso di tagliare i capelli alla rinfusa-
Volevo rendere partecipe della molteplicità del mio arazzo  lei che era rimasta, lì,  spoglia  come un paesaggio brullo di inverno ...

e non c'era nemmeno il bianco della neve a farle compagnia...

il violaceo che le colorava le palpebre e gli zigomi  sembrava fare una lunga maratona ,rallentando (sfumandosi)  lì dove si dice abbia sede il terzo occhio, ultimando infine  la sua corsa e riprendendo poi "fiato" , pienezza di  colore,  lungo tutta la sua proporzionata e gentile volta cranica...

"Sono per te!!" e le scaraventai un pò maldestramente i capelli nella mano che da sempre avevo riconosciuto per le sue lunghisissime unghie e che ora si trovava disadorna anche di quelle.

"Sono per te ne hai bisogno... io ne ho troppi ... ora dobbiamo solo trovare un modo per  farli aderire alla tua testa"  le dissi ingenuamente.

Lei mi guardo attentamente mentre cercavo di togliermi, intanto, dalle dita   piccole e paffute i  residui di sottili capelli spezzati ..


Le vidi scendere una lacrima dal viso ...
Poi  sorrise...


Fu l'ultima volta che la vidi...








ps.non ho foto di te... solo un ricordo che brucia dentro... semmai dovessi ricontrare il tuo sguardo metterò automaticamente a fuoco e scatterò  ... fissando ancora una volta, nell'anima,con gli occhi , i miei occhi,  i ricordi che col fluire della vita si son sbiaditi proprio come in una pellicola corrosa dal tempo.

lunedì, 30 novembre 2009
Evidentemente ho fatto la scelta giusta...

nascondermi... negli anfratti più bui della mia esistenza....
senza attendere,  chissà da dove,  "deus ex machina"
ma  poi rimproverare al mondo, al cosmo, a quello che c'è lì, fuori da me, il non aver badato alla mia esistenza, il non aver fatto giungere "al mio cospetto" nemmeno un angelo, nemmeno un diavolo ... nemmeno un dio.

Vorrei capire quello che penso e seguire quello che scrivo ... ma davvero non so ... non so cosa mi passi per la  testa
SEMPRE
cosa mi filtri nel CUORE ...
MAI.

E intanto...Non conosco giusto e sbagliato eppure mi prendo pena per i potenziali errori...

Sono un'idiota!
SI SEI UNA IDIOTA!

taci!!!!! la vuoi smettere di seguirmi ovunque io vada?


 METTIMI A TACERE... NON CI RIESCI EH? ...


smettila ti prego...


SEI UNA SCHIFOSISSIMA E PUTRIDA SANTA... SE SOLO TU LO  VOLESSI SAREI GIà SCOMPARSA E INVECE SONO SEMPRE QUI ... SORPRESA! ??
 COSA VUOL DIRE QUESTO?


 che  fa male... fa male


COSA TI FA MALE IDIOTA CHE NON SEI ALTRO?

fa male...


CRESCI STUPIDA BAMBINA...


 fa male...

SMETTILA DI CREDERE DI ESSER MIGLIORE, SMETTILA DI DIVENTARE QUELLO CHE NON SEI ...

 fa male....

SMETTILA DI SPERARE DI RIUSCIRCI...


 fa ancora male...

COSA? COSA FA MALE EH?



CHE NEMMENO TU
, che alberghi all'interno delle mie membra, che hai visto e provato non solo tramite i miei occhi lo scorrere incessante della mia vita, degli eventi che in modo quasi paradossale si son succeduti, CHE NEMMENO TU, che dovresti parteggiare per me, avendo nella mia carne asilo, avendo in me luogo dove poter proliferare le tue avide(?) e (mai) sterili (in me ) incertezze, CHE NEMMENO TU, che dovresti essermi grata per non far di te  che una maschera da sfoggiare in pubblico...

                                                                                                                    
                                                                                                                         MI CONOSCA...




e mi sveglio così mentre fuori piove.... e dentro di me è umido...





                                                                                                                                      Foto e testo a cura di Dinah Nerino

mercoledì, 18 novembre 2009
Dovrei dormire...

me lo dicono in molti, ultimamente...
ho la faccia stanca ,

sempre paffuta....




ma rigorosamente pallida, dipinta di quel famoso colore caratteristico di quegli assenti e stanchi visi di gioventù ormai narrate solo da dostoevskijani racconti...




Nessuno si capacita di quanto poco io riesca a dormire..  di  quanto  poco necessiti il mio organismo della fase rem     per poter massimizzare, poi ,  le sue mansioni celebrali, intellettive, che mi accompagnano durante tutta la giornata...

si preoccupano perfino dall'altro cavo del telefono nel sentire la mia voce sempre squillante ma a volte quasi vuota ,come se la sfinitezza si facesse sentire proprio li dove la comunicazione con l'altro trova il suo punto mediano di partenza : la voce....


Se si sapesse cosa faccio in quel lasso temporale in cui sottraggo al mondo onirico ore preziosissime della mia presenza astrale...



Svuoto l'anima... e con un proiettore invio le immagini della memoria arcana sul muro della mia cameretta ritinteggiato da poco di tenue viola....

  Colloco  sulle pareti tutto quello che mi manca, a volte rifacendo schemi sintetici di poliedriche manifestazioni del mio essere in divenire... ricostruisco, anche semplicisticamente,  il mio Dasein con diagrammi e legende, come se si trattasse di una lavagna metallica da ufficio ..ridisegno  con il pennarello nero della memoria  visi che vorrei vedere... fisiognomiche lombrosiane di personaggi che desidero incontrare prima o poi non solo nei miei sogni o nei miei ricordi.
Che stia facendo una confusione  tra humiana immaginazione e fenomeni karmici?


Poco importa ... so solo che mentre scrivo queste fottutissime parole... io ti immagino leccare le mie lacrime ...mentre prendi forma da tutti i miei sogni e da tutti quei remember di vite passate...

Vorrei sentire sfondare il vetro della finestra che mi trattiene  simbolicamente all'interno di un mondo che ha contatto, solo tramite le pareti, col di fuori e vederti planare quasi come angelo sulle mie angosce non solo di donna ma di anima che cerca dopo tanto vagabondare non il simile bensì LO STESSO ...

e cerco di individuare tra gli  svariati rumori notturni milanesi il fragoroso rimbombo del vetro che si spacca ma che non cade a terra frantumandosi... resta li in aria , sospeso ... come se tutto si fermasse in una scena catturata dall'occhio del fotografo attento al concetto puro di  memoria...
pronto poi a rimandare quasi come flash back queste stupende immagini di vita potenzialmente possibile, li proprio quando  i mondi paralleli sembrano non aver una teoria  concreta...





Provare ad immaginare una tua collocazione spazio temporale mi sembra inutile... chissà se davvero già esisti o se ti nascondi in shakesperiane frasi o in rapsodie e notturni celestiali che sento la necessità di leggere e udire  con l'idea di ritrovarti anche solo per un attimo nell'emozione che sconvolge il mio corpo , che lo fa ansimare , gioire... e poi morire...

Ti porti dietro l'antico segreto del fiore della vita... e in questi petali di inebriante profumo di loto tu tornerai a ridefinire i contorni non più finiti di Dinah...

A portare in me quello che semplicemente Dinah è ...

ad esser consapevolezza di quel fondo che aspetta solo di esser disvelato...


Ovunque tu sia ... chiunque tu sia...


Ti amo dall'attimo in cui ho iniziato ad amare il mondo...

 

                                                                                                      Foto e testo copyright Dinah Nerino

venerdì, 02 ottobre 2009



C'è uno strano odore, che non mi appartiene,  nella mia camera...
osservo il soffito, le pareti da poco riverniciate, la non più strana "conformazione" della mia stanza  che lentamente ha assunto la parvenza di una camera da studentessa...
poche cose all'interno... ma essenziali...
prima di tutto i libri...


il mio braccio penzola dal letto ... mentre il mio corpo sprofonda nel baldacchino dei miei desideri... intanto i miei occhi continuano a fissare avanti , cercando di andare oltre, quasi abbattere, i muri che non mi permettono di riabbracciare l'infinito...


e all'interno è tutto buio ... adoro l'oscurità..
posso giocarvici saltandovi dentro  ... rinventando  me stessa, la mia storia....i miei lineamenti, la mia fisicità
niente da fare io mi sento bella senza luci ... mi sento l'anima sicura del suo corpo...
e questa cosa mi piace...
anche se paradossalmente ho da attender la notte per diventare Donna conscia delle sue fattezze, innamorata dei suoi liquidi ....



In questo istante mi accontenterei di esser sola carne .. che reclama i suoi bisogni ... che addenta il cibo  strappandolo voracemente...cercando di soddisfare il suo bisogno di piacere...
piacere


                                                        piacere...

                                                                                                                            piacere...
Alla ricerca convulsa di un orgasmo ingenerato... in cui
quasi perdersi in spasmi di mostruosa frenesia...
Voglio
toccare il mondo nella sua compattezza...
 sentire la solidità e la stabilità nelle mie mani che sanno stringer qualunque forma fisica esistente....
Voglio
avvertire i vestiti strappatimii via, con fame...
esser lanciata sul letto delle voglie...
sentire
il mio corpo esistere quando le mani , non mie, mi toccano avidamente chiedendo di più quasi come se il mio corpo , sebben sia pieno e denso della sua sostanza, non bastasse...
la bocca altrui che attraversa e naviga i canali poco definiti del mio corpo in ricerca del punto da accontentare, da cui dissetarsi un attimo prima di morire...






Ma la mia anima sta reclamando altro ... sta chiedendo alle pareti della mia camera di aprisi o meglio ancora di annullarsi , di sgretolarsi per regalarle una vista più ampia... che vada perfino oltre la stratosfera... che si spinga continuamente alla ricerca di un punto fisso , eterno , immobile...
Ho bisogno di esser  "sfiorata" da mani esperte non tanto del mio corpo ma di ogni anfratto del mio cuore, della mia essenza...
mani che sappiano aprirsi al mondo nel modo in cui io stessa mi apro...
mani che ricordano di me nella proiezione non più solo ancestrale ma fisica dell'altro...mani che dunque abbiano già percorso, in altre vite, le strade per giunger alla mia essenza...
voglio baci che si perdano nelle pieghe della mia pelle, di quelle che debbon esser scovate nella mia infinità di donna...
Necessito spasmodicamente di una anima, che fattasi corpo,  mi ricordi, o meglio ancora, condivida con me l'idea  che il tempo non esiste... e che possa poi accelerare o rallentare poco importa...
voglio la mia stessa anima, scovarla in altre forme fisiche... lasciarmi andare al canto silente che essa sa produrre...
Ricordare la ninna nanna perpetua e eterna che mi sta cullando in mondi che l'umana gente non può vedere anche quando il mio corpo sembra esser li a reclamare qualcosa che è solo una delle più banali richieste nella mia esistenza...





                               

                                                                         
© testo e foto di Dinah Nerino.



domenica, 20 settembre 2009
Non si fa in fretta a staccarsi dai propri genitori che ci si accorge che il cordone ombelicale è sempre lì teso , edera su cui aggrapparsi quando le scale per giungere al piano successivo della propria esistenza sembrano non apparire o esser troppo contorte proprio come in un quadro escheriano...

Alla ricerca costante di una ostetrica che avesse aiutato i miei genitori nell'atto maieutico, ho dimenticato quanto sia bello voler restare nelle braccia di chi ti accoglie ancor prima del tuo originario vagito, lì senza giudizi, senza ma , senza se...

 E io sempre sull'attenti , pronta a dover sottolineare, in ogni loro piccola imperfezione, le differenze tra il mio parentame e me stessa...

"io non sono come loro"...
sempre detto cosi ..


 e solo ora ,anni dopo quella frase, provo quasi vergogna nell'aver pronunciato quelle parole , nell'aver deriso mio padre quando preso dai problemi del lavoro tornava a casa sbraitando e formando frasi con l'ausilio di errate coniugazioni verbali, con mia madre che pensava che Freud si scrivesse Froid e rimase sbigottita quando le dissi che quello che lei leggeva F R E U D (letto come si scrive) altro non era che lo stesso FROID di cui lei normalmente ascoltava citazioni che io leggevo...

Peccato però , o forse per fortuna, .che nel momento della caduta verso il baratro , quando perfino la mia anima, ormai di senil data, necessitasse di ancore, le uniche due persone restatemi costantemente vicino fossero state loro due...

Strano che gli unici  " non interessati al significante" fossero gli unici pronti a soccorrermi...

E la cosa magnifica è che fra meno di 8 ore loro saranno qui, partiranno alle 2 di notte per percorrere più di 800 km ,deus ex machina della mia esistenza pronti a risolver ogni mio problema, veloci nel far scomparire ogni mia assurda e irrisolvibile ansia...

E non mi hanno chiesto in cambio niente se non di "pulire la mia camera! fargliela trovare in ordine" , cuore di mamma che parla...

perchè si sa i propri genitori, non voglion che questo : Ordine perfetto nella vita dei loro figli...
ordine, armonia, felicità...


e io non potrò che accontentarli , per adesso ... 

 togliendo ,dal balcone su cui si affaccia la mia camera, quel vecchio ombrello tutto sgangherato antiestetico che sta li a prender polvere in attesa che qualcuno arrivi e lo butti via...

una volta per tutte ...



                                                                                            ©  testo e immagine  di                                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                     DINAH NERINO

sabato, 12 settembre 2009
E poi mi vien da sorridere quando c'è chi urla la sua universale  verità ...
professando che sia una conoscenza  di stato ... da dover seguire, alla quale doversi attenere

 "perchè il mondo va  ovviamente solo in quella determinata direzione"...

azione totalitaria nel riferire: " Lo dico per il tuo bene"...

ostracismo del sentire altrui ...


ma quasi mai... mai c'è un  sentito attimo catartico...

 la pienezza sconvolgente del fermarsi a pensare che nel mondo delle dualità le supposizioni, le tesi, siano due e non solo una...

l'ampolla dove son custodite le  congetture, avente, non per puro caso , la stessa forma del vaso di pandora,  è posta su un mobile in alto e la si può solo intravedere ...

 nascosta alla bassezza della statura umana...

intravederla appunto  ... magari visualizzarla...

ma qual presunzione quella di creder di sapere...

che se le sincronicità son a tuo avviso casualità ... vuol dire poi che il mondo segue dovutamente solo il tuo disordinato modo di pensare?...

e gli altri infiniti punti di caotico equilibrio?

le lagrangiane dove sono?

e tu dove stai sbagliando ... quale dato stai erroneamente traslando nell'equazione della tua esistenza?
Più e meno si annullano... fortunato a trovarti in una equazione matematica appunto e non in un bilanciamento chimico...

ma...

prima del vuoto, del nulla più assoluto,  del silenzio.... necessariamente devi creare un" più "e un" meno"...affermare le condizioni possibili affinchè possano sussistere segni opposti... vite parallele... o contingenti ... ma pur sempre totalmente diverse....


creando solo un  segno positivo o solo negativo ... ammettendo che solo quello risulta esser  verità suprema  a cui tu hai avuto il mero onore di accedere...continuerai a precluderti la possibilità di diventare altro ... o piu semplicemente di percepire meglio il contatto con la tua essenza... fermo nei pensieri .. .persa però la prassi...


non ti rimane che affogare nel mare della tua Divina convinzione...

quando ricadrai però ti chiederai come sia possibile che la sofferenza  possa ancora renderti suo schiavo...

che quel che t'attanaglia possa sconvolgere le sembianze divine?

forse hai ceduto a te stesso la convinzione non ultima di esser un dio...

                                                            

                                                                                                                                dell'ILLUSIONE?

 


                                                                                                    ©  testo e immagini  di                                                                                                                                                                                     

                                                                                                                                     DINAH NERINO